domenica 22 settembre 2013

Buchi per la coscienza.

Aspetta.
Volevo costruire la mia storia antica più di cento anni, con te, ma il velo di pietà sta scivolando dalle mie dita di rosa.
A chi importa della morte ?
Non all’uomo che guarda solo il suo scalino, il suo pesce pescato, il pagliericcio su cui poggia il capo.
Volevo costruire il mio libro delle meraviglie, non ho inchiostro in queste vene.
L’asporto di un maligno a cuore aperto e senza anestesia. Anastasia, anestesia, sinestesia. Questo dice più di un numero.
Nomino troppo la nebbia fitta, o fitta nebbia, come mi piace chiamarla. Mi piace invertire nome e aggettivo, perché mi ricorda la brughiera inglese e le dolci estati di Goethe.
Forse perché ottenebra i sensi ?
Riesci a distogliere per un momento il tuo sguardo da quelle larve ? Non voglio essere chic.
Quelli che svuotano le cartiere per scrivere dei punti ad ogni punto. Non ho creato niente di originale per ora.
Ho diversi problemi, un mucchio di problemi inutili. Odio incominciare le frasi con certe parole.
Una
Era
Mai
Sarà
Questo è un modo poco elegante per incominciare una frase d’effetto.
Una rosa riposava sul filo dell’acqua.
Era una fredda giornata d’autunno.
Mai avrà quello che vorrà.
Sarà sicuramente un fallimento.
No, non è elegante. Cosa ancor meno elegante è evitare di seguire un certo ordine grafico.
Bisogna andare a capo sempre prima di arrivare alla fine.
L’ho sempre detto che ho seri problemi.

Inizio con un proposito ed inevitabilmente realizzo tutt’altro. 

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