In ciel la luna
cotanto ispira
ancor a confutar
di cosa fosse avanti al tempo.
Corre il nostro,
come gazzella della steppa,
e il battito leggiadro è come
rintocco del tempo degli uomini
perpetuo orologio.
Flebile l'infrangersi
della cascata sulla roccia;
misero il tumulto
della tormenta
che scuote il nero abisso,
dinanzi alle porte
che conducono all'eterno
di cui lo spazio tempo un sol frammento.
Sorgerà il mio richiamo
dalle vallate dense di brina,
eco delle regioni silvane
e tu lo udirai.
Verranno i miei sospiri
al tuo orecchio saggio
e la tua malinconia sarà saziata.
Dall'oltretomba ti ho mostrato
quanto mi fu concesso,
perché eri ancora nel tempo.
Dall'altra riva ho saputo
che siamo il calco
di ciò che l'occhio
della mente ha scorto
nell'oltrevita;
del suo grande disegno
non abbiamo contemplato
che una briciola.
Or manca un sol passo
di quel sentiero
che schiude all'Avvenire,
uditi i miei sospiri
apparirà men greve.
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