Mi parve calarsi da più fioche stelle
da più vana speranza, assorta e affranta pelle
mia, abbandonarsi.
Nulla può; nè mondi cui acque sgorgano
in onde sincere, nè ventagli d'umide sabbie
che l'Ostro sobillano procaci, nè aspra duna
infrangere il cadaver mio tra i flutti sulla riva può.
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