domenica 19 febbraio 2012

Franz Kafka : Il processo.

Il processo è una contraddizione fatta prosa. Le situazioni assurde sembrano essere volute dall'autore stesso che appare fin dalle prime pagine come il famoso giurista che tende a conservare la propria autocoscienza e giocare, con orpelli retorici ed elaborazioni poco ricercate e sciatte, con la sua forte abilità giuridica. Prima di pensare al protagonista (un personaggio privo di nome, il signor K, che tanto sa di autobiografico), il lettore pensa allo scrittore, che appare una mente colma di raziocinio e privo del "senso". Con lo scorrere delle parole, le domande che sorgono sono inevitabili : Qual è il limite che separa l'autore Franz Kafka e il protagonista, il signor K? Quanto c'è di inventato e quanto è invece frutto degli incubi dell'autore stesso ?
Cosa sappiamo, in fin dei conti, del signor K, se non poche informazioni di carattere generico non propriamente utili alla comprensione completa del tema centrale del romanzo?
Nella trama, nello svolgimento dei fatti reali descritti nel libro, qualcosa non quadra. Solo a metà della narrazione ci si accorge che ogni cosa, evento, descrizione, è in funzione dei tre temi centrali del romanzo : angoscia, colpa, oppressione.
L'abilità retorica di Kafka è al culmine, egli riesce a descrivere situazioni surreali, da incubo, come se fossero azioni quotidiane. Ed è come descrivere la sensazione di quando nel sonno si crede di cadere nel vuoto e ci si risveglia di colpo, come bere una tazza di caffè.


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