Quando gli uomini canalizzeranno l’energia dei frammenti dell’anima dell’universo e capiranno che tutti eravamo, siamo e ritorneremo uno, quando sapranno ascoltare il dolce canto della quercia e vedere l’ombra della sua anima, allora, solo allora saranno immortali. [...]
L’immortalità a cui tanto anelano gli uomini non sempre è felice; Ahimè come è amara l’esistenza, la mia linfa è colma di veleno ma non posso ancora morire, fin quando o mi rovesceranno o deciderò di farlo io stesso solo dopo aver visto un barlume di speranza per questi uomini infelici.
L'Uomo
Vengo nel tempo libero a visitare la mia cara madre che dorme beata, ora è vicina a quel mondo in cui tutti siamo quelli che siamo e dove non c’è bisogno di nascondere. [...]
Cara madre, sarò stata così incosciente come sostenevate, a piangere i delitti del creato ? Sarà stato uno sbaglio sciupare il cibo di cui potevo nutrirmi per sfamare chi ne aveva più bisogno ? Sarò davvero folle se credo di capire cosa dicono le fronde degli alberi quando assistono ad una disgrazia ? Madre, non so piangere se non le disgrazie del mondo che sono anche le mie, ed è bene curarsi dei fatti nel loro insieme piuttosto che disperarsi delle disgrazie di uno o di alcuni. Le mani che tengo in grembo sono vuote di attesa, perché non intendo più aspettare. [...]
Madre, credimi se ti dico che ho visto gli astri fermarsi per qualche secondo, credimi anche se ti dico che è tutta una bugia. Ed ora che, per l’ultima volta in cui ti chiamerò madre mi guardi e non puoi più intrecciare i miei capelli, attendi ovunque tu sia, il mio arrivo, perché voglio rinascere.
È bello pensare quanto la natura e l’uomo siano simili, ma quante volte il secondo faccia ogni cosa per torturare la prima.
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