domenica 25 settembre 2011

Gloomy sunday.

Delitto e castigo - parte quarta, capitolo III.


"Lo sguardo di lui era asciutto, infiammato, penetrante, le labbra gli tremavano forte. D'improvviso egli si chinò tutto rapidamente e, prosternatosi, le baciò il piede. Sonec'ka, sgomenta, si scostò da lui, come da un pazzo. E in realtà egli aveva proprio l'aspetto di un pazzo.
- Che fate, che fate mai ? Davanti a me! - ella mormorò, impallidita, e il cuore le si strinse a un tratto dolorosamente.
Egli s'alzò subito.
- Non a te mi sono inchinato, ma mi sono inchinato a tutta la sofferenza umana, - pronunciò in un certo modo bizzarro e andò verso la finestra."

"Così potrò suonarle per te all'infinito, 
io sono il tuo Orfeo e tu la mia dolce Euridice."


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